Senza eco

Ci sono tanti suoni che non ascolterò mai più.
Erano tardi pomeriggi estivi ed io ero una bambina.
Nel negozio di mamma, aspettavo di veder salire mio
nonno, di ritorno dal bar delle sue partite a carte.
Nella sua
tasca, c’erano sempre caramelle, Duplo o cose simili.
Io lo sapevo, ma ogni volta mi piaceva aspettare che vi si infilasse la mano, così da generare lo scricchiolio di carta alluminio.
Non so descrivervi la gioia che saliva dentro di me, non so descrivervi gli occhi di mio nonno quando incrociava i miei e non so parlarvi dell’amore che c’era dietro un gesto.
Il tempo che è passato dall’ultima carezza non lo conto più.
Fra tutti i suoni che non potrò ascoltare, quello che più mi manca oggi è il rumore della mano nella tasca di mio nonno.

 

 

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