Sabbia di dicembre

L’Isola era fatta di Vento.
Nei giorni in cui era più forte mi piaceva inseguirlo per la strada panoramica, fino a scoprire dove aveva spinto il mare.
E un’isola, si sa, è fatta sempre anche di Mare.
Mi piaceva, quando l’estate era finita, attraversare il ponte che porta lì a Caprera e fermarmi su i Due Mari a respirare, oppure attendere la sera per poter vedere un cielo pulito di altri tempi.
Mi piaceva essere parte di una terra, che per alcuni sa di isolamento, mentre è solo privilegio.
Perché -badate bene- è l’Isola che sceglie e se ti sceglie poi ti resta.
Ti restano il profumo del mirto, il sole dietro Santo Stefano e una manciata di sabbia sottile fra i neuroni, il che spiega pure tante cose.
Ti resta la voglia strampalata di scriverne ancora, in un giorno di dicembre, quando non ti manca niente.
E ti resta, in un posto che non sai, l’ultimo soffio di un maestrale, pronto a scuoterti l’anima come le foglie del ginepro.

-A La Maddalena, che ho nel cuore e che ha un pezzo del mio-

 

 

 

 

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