Camera con vista

Avevo vissuto in quel luogo anni prima. Più precisamente, avevo vissuto -quasi consumato- quel luogo.

Anni prima.

Tutti i giorni lo stesso viale pieno di vita e di vite, tutte con gli occhi pieni di sonno e di sogni. Tutte di fretta, in perenne ritardo, a rincorrere i treni di un’intera esistenza.

Lo stesso viale che oggi vedo dalla finestra, ma con gli occhi pieni di sogni diversi; il sonno, per la verità, è invece lo stesso, ma questo non c’entra. E dalla finestra mi sembra di scorgerla quella ragazza di qualche anno fa, mentre col passo veloce vuole nascondere il senso di inadeguatezza, che però continua a pesarle, dentro la sacca fra le dispense.

Quella ragazza la osservo da questa finestra, o per meglio dire la spio, perché lei non mi può vedere, neanche se guarda nella mia direzione.

Perché lei non lo può immaginare, mentre sta inseguendo i suoi anni, che i suoi anni, da una finestra, la stanno guardando, insieme a quel figlio che pensa non avrà mai.

Chissà dietro quale finestra è nascosta la me che sarò; chissà se mi ha vista e riconosciuta.

E chissà se mentre mi aspetta mi sta sorridendo, come adesso io sorrido alla ragazza di qualche anno fa, quasi a dirle: sono qui, fa’  pure con calma.

 

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