Andata e ritorno

Sono partita di notte.
La strada che mi separa dall’aeroporto è vuota, al punto da darmi l’impressione che il tempo si sia fermato.
In fila per il check-in incrocio i primi sguardi, occhi orfani di sonno come miei. Imbarco.
I due posti accanto al mio sono vuoti, nessuna mano incoraggiante da stringere al decollo. Presa quota decido di ingannare il tempo truccandomi, quel tanto necessario ad evitare di sembrare la zia anziana di quella sul retro della copertina.

Giunta a destinazione anche le ore viaggiano veloci e mi ritrovo in men che non si dica di nuovo ai controlli sicurezza, prima dell’imbarco di ritorno.
La sera, però, è diverso l’aeroporto e gli occhi che incrocio non sembrano aver sonno. Portano storie, ciascuna diversa, che mi piace immaginare partendo da un dettaglio: la borsa del portatile, il modo in cui le dita torturano un touch-screen, delle unghie mangiucchiate, oppure curatissime; la scarpa in pelle lucida di chi torna da un’importante riunione di lavoro, un tacco da vertigini o le sneakers di chi va sempre correndo.
Mangio un orribile panino spacciato per caprese e una salvietta umidificata di fortuna rimuove il trucco messo la mattina. Salgo in aereo. Anche stavolta i tre posti sono a mia disposizione.
Ho sonno, ma scelgo di leggere un libro comprato quattro mesi prima e mai aperto, perché in fondo quando mi ricapita di avere un’ora vuota?
Fra un rigo e l’altro continuo ad osservare il mondo che ho intorno e penso che nei viaggi si incrociano vite e storie che mai altrimenti si sarebbero sfiorate. Come le mani di qualcuno che si toccano per sbaglio durante la frenata brusca del pulmino interno, che ti conduce al volo.

E si scambiano parole come libri, o forse semplicemente ci scambia, lasciandosi l’un l’altro, inconsapevoli, qualcosa che scopriremo un giorno, come un indirizzo a cui dovevi scrivere, lasciato in una tasca interna e ritrovato per caso durante un cambio di stagione.
Sono tornata ed è di nuovo notte. Dall’asfalto sale l’odore della pioggia.

 

Un pensiero su “Andata e ritorno

  1. “Fra un rigo e l’altro continuo ad osservare il mondo che ho intorno e penso che nei viaggi si incrociano vite e storie che mai altrimenti si sarebbero sfiorate”, mi sembra di essere lì!! Queste immagini si aprono agli occhi, e mi sembra di viverle lì insieme a te e alle centinaia di persone che riempiono lo spazio ed hanno visi e corpi che raccontano.

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