Manuale di sopravvivenza

Quando ho deciso di pubblicare la mia storia, ero consapevole che avrei condiviso delle emozioni.

Quel che non sapevo è che non erano le mie, o almeno non soltanto.

Un libro è ciò che prova chiunque lo legga e le pagine che ho scritto non fanno eccezione; così Voglia di fragole può essere banale e eccezionale al tempo stesso, a seconda del lettore che ne condivide o meno un pensiero o una sensazione.

Allora accade, dunque, che un libro che era mio diventi di chiunque, o almeno  di chiunque dietro  un rigo vede il proprio, anziché il mio vissuto.

E questo è estremamente bello. È bello leggere che vi ci siete ritrovate, che in qualche modo vi ha aiutato o che vi ha dato forza. Che vi ha fatto sentire meno sole.

C’è chi mi ha scritto di averlo letto tutto, rileggendo poi più volte un capitolo su tutti. E ho pensato che allora, al di là dell’ironia, può essere davvero un manuale da consultare a seconda del momento.

Quando ho deciso di pubblicare questa storia, probabilmente è allora che ha smesso di essere la mia.

 

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