Prossimi appuntamenti

  • 20 Aprile 2017, Cava de’ Tirreni (SA), ore 18,30, Salone di Rappresentanza
  • 21 Aprile 2017, Furore (SA), ore 18,30, Sala “Roberto Rossellini” c/o Casa del Comune
  • 13 Maggio 2017, Positano (SA), ore 18,30, Pinacoteca Civica – Spiaggia grande

 

 

Salerno ha Voglia di fragole

 

Il 30 marzo Voglia di fragole – manuale serissimo di sopravvivenza al desiderio di maternità sarà ufficialmente in vendita in libreria e sui portali on-line.

Alle 18.30 dello stesso giorno, presso la libreria Imagine’s Book di Salerno (ex Guida), ci sarà la prima delle presentazioni in programma. Sarò in compagnia della giornalista Francesca Salemme e degli attori Tonia Filomena e Gian Maria Talamo.

Vi aspetto!

 

Prossimi appuntamenti 2017: 1/04 Maiori (SA), 8/04 Cetara (SA), 21/04 Furore (SA)

*** Voglia di fragole è acquistabile su http://www.marlineditore.it/shop/83/83/1836_voglia-di-fragole.xhtml?a=87, ***

 

 

Start

Fra una settimana parto per un viaggio. E sono felice, ma allo stesso tempo spaventata.

Un viaggio insieme a Voglia di fragole.

Un percorso di cui non so assolutamente nulla e in cui di definito c’è solo qualche data. Un percorso che magari – magari no – si risolverà in bolle di sapone, ma la cui rotta, nel frattempo, non posso controllare. E io odio quando qualcosa non si lascia controllare.

Vabbè, facciamo le persone oneste,  più che di odio si tratta di paura, per dirla tutta, proprio strizza. Ma tanto, arrivata a questo punto, non posso più tornare indietro, per cui Forza e Coraggio!

Anche perché, parafrasando quello che una volta disse una delle mie poche amiche, il coraggio non è assenza di paura, ma la capacità di tenerla bada il tempo necessario a fare ciò che serve.

E a me ora serve di partire. Chi ha voglia di farmi compagnia?

P.S. Non che ci voglia molto, ma scrivo meglio di quanto fotografo.

 

Voglia di fragole

Ricordo a memoria il primo capitolo, quello che poi è diventato il capitolo zero. E ricordo a memoria quel pomeriggio di quasi tre anni fa, quello in cui, rientrata a casa, mi misi davanti al PC.

Un pomeriggio di merda, per dirla con franchezza, non diverso dai molti di quell’epoca. Un pomeriggio di merda, esattamente così come mi sentivo.

Lui mi spronava a reagire, a guardare le cose con lucidità, ché scindendo i problemi reali dalle paranoie è più facile affrontarli. Quel pomeriggio provai a dargli retta, lasciando alle dita sulla tastiera il compito arduo di far da setaccio.

Così quel capitolo, che ora ricordo a memoria, fu presto seguito da altri, che col tempo trovarono anche l’esatta reciproca collocazione. Quello, però, è sempre rimasto il primo fra tutti. E, resti fra noi, fra tutti il solo a cui non ho mai cambiato neppure, letteralmente, una virgola.

Non credevo, in quel pomeriggio di merda, che le mie parole avrebbero avuto un corpo. E – forse sarò anche di parte – non mi sembra sia poi così male.

 

Potrebbe andare peggio

Ho sempre detto che del giudizio altrui non me ne frega nulla. E, giuro, ci credevo.
Poi un giorno ho scritto della roba, senza pretese, ma solo perché in qualche modo mi faceva bene. A distanza di un paio d’anni qualcuno mi ha spinto a pubblicarla e io che sono di facili entusiasmi mi son detta perché no?, è figo fare un libro.
Così oggi l’editore mi ha avvisato che sta per andare in stampa, mentre io sto ancora realizzando.

Cosa? Beh, per esempio, che del giudizio altrui un pochino me frega. Anzi, per dirla da autrice letteraria, me la faccio addosso alla sola idea che qualcuno legga quel che ho scritto. Bene inteso: io voglio che in tanti leggano il mio libro, ma allo stesso tempo temo quello che penseranno poi.
Per non parlare del timore che invece nessuno se lo caghi questo benedetto libro! Insomma, io già ero paranoica e ossessiva, adesso sono pure ansiosa, anzi, in verità lo ero pure prima, ma adesso ho un motivo in più per esserlo.
Considerando che all’uscita in libreria manca ancora un mese – cazzo, solo trenta giorni! – ho tutto il tempo per sviluppare le psicosi che ancora mancano all’appello, nonché ogni patologia psicosomatica possibile.

Roba che mi vedo già, durante le presentazioni, coi capelli diradati da un’orribile alopecia, ricoperta da foruncoli, mentre fra un tic e l’altro, rosicchiandomi le unghie, rispondo alle domande.
Ma potrebbe andare peggio, potrebbe piovere.