San Lorenzo

Ero una bambina.

Ero una bambina la notte di San Lorenzo di qualche anno fa, quando pochi giorni prima si diffuse la notizia che la mamma di un mio compagno di scuola era malata. Non di una malattia semplice, ma di uno di quei mali che, ancora oggi, nei piccoli paesi tendiamo a definire brutti. La morte di un genitore, a quella età, non è una cosa nemmeno ipotizzabile e allora, vuoi per eccesso di empatia, vuoi per un egoistico timore che sdoganata una poi succedesse pure a noi, io e le mie due amiche di quell’epoca organizzammo un piano di battaglia.

Eravamo bambine, ma quella era la notte in cui cadono le stelle, per cui decidemmo di concentrare forze e desideri sulla guarigione di una mamma che avrebbe potuto essere la nostra. Tramontato il sole, scendemmo sulla spiaggia, allora ancora libera, e ci posizionammo occhi al cielo su una delle tante barche a riposo sopra l’arenile. Le luci del paese non furono d’aiuto, ma in tre e dopo tante ore vedemmo un paio di stelle. Durante il passaggio di ogni scia, in un silenzio quasi religioso, ciascuna chiese all’astro che moriva quanto concordato. Il nostro compito terminò all’ora della ritirata.

Oggi quelle amiche non le vedo più. La mamma del nostro ex compagno di scuola adesso fa la nonna.

 

Tempi maturi

Tempo di libri sfogliati controvoglia per l’ultimo ripasso, alcuni con la certezza di non riaprirli più. Tempo che ormai non c’è più tempo e quel che è fatto e fatto.

Tempo di promesse che “ci si rivede fra un anno, tutti, sempre qui”: tempo di bugie.

Tempo che scorre in fretta e tu gli corri avanti, tempo che il mondo è tuo e puoi distruggerlo e rifarlo, perché senti che sei libero e forse, in qualche modo, non sei così distante dall’idea di libertà.

Tempo che ti sfida e poi ti sfugge, tempo che ti credi onnipotente. E forse, in qualche, lo sei anche.

Ai maturandi di ogni Tempo-

 

Manuale di sopravvivenza

Quando ho deciso di pubblicare la mia storia, ero consapevole che avrei condiviso delle emozioni.

Quel che non sapevo è che non erano le mie, o almeno non soltanto.

Un libro è ciò che prova chiunque lo legga e le pagine che ho scritto non fanno eccezione; così Voglia di fragole può essere banale e eccezionale al tempo stesso, a seconda del lettore che ne condivide o meno un pensiero o una sensazione.

Allora accade, dunque, che un libro che era mio diventi di chiunque, o almeno  di chiunque dietro  un rigo vede il proprio, anziché il mio vissuto.

E questo è estremamente bello. È bello leggere che vi ci siete ritrovate, che in qualche modo vi ha aiutato o che vi ha dato forza. Che vi ha fatto sentire meno sole.

C’è chi mi ha scritto di averlo letto tutto, rileggendo poi più volte un capitolo su tutti. E ho pensato che allora, al di là dell’ironia, può essere davvero un manuale da consultare a seconda del momento.

Quando ho deciso di pubblicare questa storia, probabilmente è allora che ha smesso di essere la mia.

 

Prossimi appuntamenti

  • 20 Aprile 2017, Cava de’ Tirreni (SA), ore 18,30, Salone di Rappresentanza
  • 21 Aprile 2017, Furore (SA), ore 18,30, Sala “Roberto Rossellini” c/o Casa del Comune
  • 13 Maggio 2017, Positano (SA), ore 18,30, Pinacoteca Civica – Spiaggia grande

 

 

Gatti neri e uova giganti

Erano giorni di festa, quelli, in casa mia. C’erano gli zii del Nord e tanto bastava: la Pasqua era un fatto accidentale.

Dal giorno in cui, due settimane prima, i parenti lontani, in senso geografico, annunciarono la loro venuta, gli stipi avevano cominciato a riempirsi di qualsiasi cosa, purché fosse superflua. Dalle Colombe di vari formati, dal tacchino al colibrì, alla più esotica della frutta essiccata, tutto sapientemente nascosto all’interno dei tegami meno utilizzati, affinché non venisse impunemente consumato prima del tempo stabilito.

Quelli che erano giorni di festa lo furono ancora di più, quando al citofono ci fu rivelato che avevamo vinto il gigantesco uovo pasquale, in bella mostra nella vetrina della piccola salumeria sotto casa. Mia nonna aveva acquistato a nostra insaputa uno dei biglietti necessari per tentar quella sorte, cosa che, conoscendola, fece più per incapacità a rifiutare l’invito, che per il desiderio di vincere il premio.

Fatto sta che quando il pantagruelico uovo varcò la porta di ingresso a me parve ancora più grosso e di certo lo era assai più di me.

Aprirlo fu un rituale che officiarono i grandi ed io lo osservai in religioso silenzio, dividendomi col gatto nero lo spazio in braccio a mia nonna.

La meraviglia di quella bambina non fu scalfita neanche in minima parte dalla discutibile collana di perle che ne venne fuori. Dimostrando, peraltro, che mai da nessuno scrigno goloso potrà venir fuori la felicità.

L’uovo, comunque, ebbe vita breve, ma è ancora visibile, così come il gatto nero, in foto scattate per l’occasione.

Molti anni dopo, dai tegami in disuso negli stipi più in alto, abbiamo trovato la frutta essiccata.

 

Dove siamo, noi, adesso?

Un impegno a qualche chilometro da casa oggi mi ha imposto l’uso dell’autovettura.

L’emicrania mi fa compagnia da circa dodici ore, tempo durante il quale ho avuto modo di accumulare ottocento milligrammi di inutile ibuprofene. E ho la nausea, che mi impedisce di mangiare qualsiasi cosa e rende ancor più sgradevoli le curve delle mia Costiera.

Faccio quel che devo il più in fretta possibile e, traffico permettendo, prendo la via del ritorno.

Dietro un tornante mi coglie il tramonto.

Stasera la luna è una virgola rossa seduta sui monti, a specchio sul mare; per radio il Duca Bianco chiede cantando: Where are we now?

Io ho ancora la nausea e l’emicrania. Nel frattempo mi è venuta fame e male alle stomaco, a causa dell’ibuprofene che non potrei assumere per via di una gastrite consolidata, però gli rispondo che io sono qui, esattamente dove volevo.

 

 

 

Salerno ha Voglia di fragole

 

Il 30 marzo Voglia di fragole – manuale serissimo di sopravvivenza al desiderio di maternità sarà ufficialmente in vendita in libreria e sui portali on-line.

Alle 18.30 dello stesso giorno, presso la libreria Imagine’s Book di Salerno (ex Guida), ci sarà la prima delle presentazioni in programma. Sarò in compagnia della giornalista Francesca Salemme e degli attori Tonia Filomena e Gian Maria Talamo.

Vi aspetto!

 

Prossimi appuntamenti 2017: 1/04 Maiori (SA), 8/04 Cetara (SA), 21/04 Furore (SA)

*** Voglia di fragole è acquistabile su http://www.marlineditore.it/shop/83/83/1836_voglia-di-fragole.xhtml?a=87, ***

 

 

BookPride 2017

Questa domenica ci sarà la prima uscita pubblica di Voglia di fragole.

L’appuntamento è a Milano, al BookPride 2017, fiera dell’editoria indipendente.

Chiunque abbia voglia, può trovarmi lì.

 

Start

Fra una settimana parto per un viaggio. E sono felice, ma allo stesso tempo spaventata.

Un viaggio insieme a Voglia di fragole.

Un percorso di cui non so assolutamente nulla e in cui di definito c’è solo qualche data. Un percorso che magari – magari no – si risolverà in bolle di sapone, ma la cui rotta, nel frattempo, non posso controllare. E io odio quando qualcosa non si lascia controllare.

Vabbè, facciamo le persone oneste,  più che di odio si tratta di paura, per dirla tutta, proprio strizza. Ma tanto, arrivata a questo punto, non posso più tornare indietro, per cui Forza e Coraggio!

Anche perché, parafrasando quello che una volta disse una delle mie poche amiche, il coraggio non è assenza di paura, ma la capacità di tenerla bada il tempo necessario a fare ciò che serve.

E a me ora serve di partire. Chi ha voglia di farmi compagnia?

P.S. Non che ci voglia molto, ma scrivo meglio di quanto fotografo.

 

Otto marzo 2017

Forum dal Comune è il programma radio del Forum dei Giovani di Maiori (SA), in onda ogni settimana su http://www.divinafm.it/.

In questa puntata  ho avuto il piacere di essere ospite. Abbiamo parlato di donne, aborto, otto marzo e, naturalmente, Voglia di fragole.

Questa è l’unica immagine e la allego per masochismo. Sì, sono più gradevole da ascoltare che da vedere.